mercoledì 18 maggio 2011
mercoledì 13 aprile 2011
LA FAIP – I COUNSELOR ED I “CONFLITTI”

LA FAIP – I COUNSELOR ED I “CONFLITTI”
Negli ultimi tempi si è sempre più accentuato uno stato di tensione, conflitto da parte degli Ordini degli Psicologi nei confronti del Counseling e dei Counselors, accusati di accaparrarsi fette di professione, di sconfinamento e di sovrapposizione alla figura dello PSICOLOGO.
La questione era già stata affrontata nel Convegno FAIP del 6 ottobre 2010 in Roma, a Palazzo Marini, presso il Parlamento, con la presenza, quale prima volta, di tutte le organizzazioni di Counseling Italiane e della Psicoterapia, definendo in maniera puntuale e chiara i confini della professione, i mezzi, gli scopi ed i referenti.
Pensando così di aver tacitato tutte le tensioni precedenti, ciò non è evidentemente bastato perché l’Ordine della Lombardia, immediatamente dopo, si è prodotto in una serie di “reazioni” conflittuali, cercando di invalidare le varie associazioni ed i loro iscritti.
Qual è la posizione della FAIP:
1) Intanto dichiarare l’assurdità di un conflitto teso a difendere un territorio CLINICO ed una clientela che non esiste: il Counselor non fa “CLINICA” e si rivolge ad una clientela così trasversale e vasta, che certo MAI si avvicinerebbe ad una “TERAPIA” (?!)
2) E’ lo spazio della Psicologia e conseguentemente degli Psicologi che non è definito ed in questo “vago”, non spendibile sul mercato;
3) La riforma della Facoltà e dei piani di studio di Psicologia deve essere fatta al più presto, rendendola più definita ed aderente alla “REALTA’” umana, politica e sociale.
4) Per questo molti Psicologi, dopo la laurea, si iscrivono alle Scuole di FORMAZIONE in Counseling: per acquisire una professionalità che tramite l’Università non gli è stata data.
5) I Counselors, per loro definizione, aiutano a sciogliere i conflitti, senza pregiudizio, con chiarezza e trasparenza e, soprattutto, con UMANITA’.
Per questo, la FAIP non ha aderito ad iniziative di tipo Legale, al fine di portare avanti un DIALOGO e COLLABORAZIONE (che già con i Medici e gli Psicoterapeuti esiste) nell’interesse della persona, in quanto essere umano, superando le CORPORAZIONI ed agendo per offrire una qualità di aiuto tramite formazioni adeguate ed una professionalità elevata.
Le PERSONE, la SOCIETA’ e le ASSOCIAZIONI ed ogni istanza economica, politica e sociale
ASPETTANO IL COUNSELING
e noi ci impegniamo a formare al meglio questi professionisti di UMANITA’, di PACE, di RISOLUZIONE, di EVOLUZIONE.
Aperti al dialogo con tutti, che punti alla collaborazione con tutti coloro che hanno a cuore il benessere e la vita delle persone, dell’UMANITA’.
Su questi temi ci confronteremo nei prossimi mesi a viso aperto, sicuri che nasceranno frutti importanti.
FAIP
http://www.faipnet.com/default.asp?sec=130
www.aiciitalia.it
giovedì 28 gennaio 2010
FORMAZIONE SCHOOLCOUNSELING

Associazione Italiana Counseling Integrato
Con il Partnerariato
Presenta per l’anno 2009/2010
MOTIVARE A MOTIVARSI
Destinatari: docenti con attitudini alla comunicazione ed all’ascolto, figure di sistema delegate ai servizi per gli studenti e ai rapporti con i genitori, docenti coordinatori di classe, orientatori, mediatori, operatori per la prevenzione del disagio giovanile, operatori C.I.C. IWorkshop sono inoltre aperti ai counselor professionisti, agli studenti universitari di scienze umane e sociali, psicopedagogisti, educatori, genitori e tutti coloro che abbiano interesse ai rapporti interpersonali, specie nel mondo della scuola e della formazione.
RIEMPIRE LA SCHEDA DI PRENOTAZIONE SCRIVENDO IN STAMPATELLO
Nome...................................................................Cognome................................................................................................................
Professione...................................... Ente/Servizio di Appartenenza .........................................................................................
Indirizzo..........................................................Città...........................CAP.................Tel...................................................................
Fax.....................................................................................Email………………...............................................................................
Data........................................ Firma..................................................................
INDICARE SOTTO A QUALE Workshop SI INTENDE PARTECIPARE: BARRARE CON CROCETTA anche più opzioni
Ø WORKSHOP ESPERENZIALE Febbraio 2010
Come rendere piu’ efficaci le Relazioni
Cos’ e’ Il Counseling
Cos’e’ l’Empatia
Laboratorio di didattica delle interazioni educative (Rogers - Maslow - Gordon)
Ø WORKSHOP ESPERENZIALE Marzo 2010
Le tecniche di verbalizzazione empatica del colloquio
Il Counselor Scolastico - Comunicazione Interpersonale
Simulazione e registrazione delle dinamiche *(esercitazione pratica)
Ø WORKSHOP ESPERENZIALE Marzo 2010
Counseling StrategicoLa Pragmatica della Comunicazione in famiglia e prevenzione primariaModelli di famiglia
La prospettiva strategica: le strategie funzionali e disfunzionali
I Workshop sono a cadenza settimanale , frequentabili anche singolarmente, saranno attivati con
un minimo di 7 e con un massimo di 15 partecipanti
Gli incontri si terranno presso le SEDI dell’A.I.C.I Associazione Italiana Counseling Integrato o presso
L’ Istituto “ SMS QUARTARARO Via della Magliana 296, Roma.
Saranno riproposti periodicamente, in caso di nuove iscrizioni di partecipanti
I 3 incontri saranno distinti per grado di approfondimento per un totale di 6 ORE
Docente Prof.ssa Liana Gerbi
Counselor Trainer Socioanalista - Schoolcounselor
Al termine di ciascun incontro verrà rilasciato un attestato di Partecipazione
Inviare questa Scheda compilata a gerbiliana@katamail.com o prenotarsi telefonicamente 393.3992201
Tessera Iscrizione AICI 10 €
Quota di Partecipazione Individuale per ogni Workshop di 2 ore € 20.00
Associazione Italiana Counseling Integrato
www.aiciitalia.it
Sede legale : Via dei Radiotelegrafisti n°70 -00143 Roma
domenica 18 ottobre 2009

· percorso serale di gruppo sulla sulla Genitorialità e la Docenza efficace con sede Tivoli
La/ Il sottoscritta/oNOME ……………………………………………………COGNOME……………………………………………………………DATA DI NASCITA……………………………………LUOGO DI NASCITA………………………………….VIA……………………………………………………………………………………………..N…………CAP……………..CITTA’………………………………………………….prov………PROFESSIONE……………………………………………………………………………………….TEL…………………………CELL…………………………………EMAIL…………………………………..@……………
seminario serale di gruppo sulla sulla Genitorialità e la Docenza efficace con sede Tivoli(dalle 20 alle 22.30): VENERDI 30 ottobre 2009
Ogni incontro, della durata di due ore e mezza o di tre ore, costa 50 euro. (sconto 30% per i Tesserati AICI)
Al termine di ciascun incontro verrà rilasciato un attestato di Partecipazione
ORE riconoscibili anche per accedere a livelli corrispondenti nei Corsi di Counseling e Schoolcounseling validi per l’iscrizioneall’Albo Nazionale dei Counselor della F.A.I.P.
(Federazione delle Associazioni Italiane di Psicoterapia)
Garanzia di riservatezza
I dati personali, ai sensi del DL 196/03 saranno utilizzati ai soli fini culturali e promozionali relativi alle attività formative.
Aggiornamenti e cancellazioni potranno essere richiesti presso nostra segreteria. Cell. 3931788931 -3933992201
http://www.aiciitalia.it/ infoaici@libero.it
domenica 29 marzo 2009
Intervento Dott. Ilaria Salonna

. A.I.C.I
Associazione Italiana Counseling Integrato
TIVOLI 28 MARZO 2009
“L’autostima come traguardo fondamentale per l’autorealizzazione, attraverso il percorso di counseling”
Dott.Ilaria Salonna
• L’autostima una considerazione positiva stabile di se stessi, che si fonda sulla opinione che si ha di sé.
• Riflette la struttura del Sé, formatasi e stabilizzatasi durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.
• Elementi cognitivi (descrizione di se stessi)
• Elementi affettivi (sentimenti nei confronti di se stessi)
• Elementi valutativi (confronto con i propri standard e modelli)
• Nel lavoro quotidiano con i clienti, il counselor si confronta continuamente con le conseguenze negative di un basso livello di autostima;
• La mancanza di autostima è la condizione alla base della maggior parte dei disagi esistenziali;
• Dipende da:
• Aspettative del soggetto riguardo se stesso;
• Capacità di raggiungere modelli e standard di riferimento;
• Qualità delle relazioni primarie sperimentate in infanzia e per tutto l’arco dell’esistenza;
• Riscontri ottenuti in ambito sentimentale, sociale e lavorativo.
• Nel percorso della relazione d’aiuto, ogni strada conduce all’autostima, per lo sviluppo di un approccio alla vita positivo.
• Se alla base delle proprie difficoltà personali c’è un basso livello di autostima, la qualità della vita può essere cambiata, lavorando direttamente sull’accrescimento del livello stesso (Field, 1997).
• Il counselor, dunque, deve lavorare con il cliente innanzitutto al potenziamento dell’autostima.
• La consapevolezza di sé:
• Autenticità
• Concetto di sé
• Bisogni e desideri
• Prendersi cura di sé
• Responsabilità personale:
Intervento Stefania Cervoni

Associazione Italiana Counseling Integrato
TIVOLI 28 MARZO 2009
LA MEDIAZIONE FAMILIARE E’ UN INTERVENTO SPECIALIZZATO DI COUNSELING
Stefania Cervoni - Counselor,Mediatrice Familiare
La parola Mediazione, dal latino tardo mediare, nel senso di “ dividere-aprire nel mezzo”, si mostra particolarmente adatta a indicare un processo mirato e fare evolvere dinamicamente una situazione di conflitto, aprendo canali di comunicazione che si erano bloccati.
La Mediazione è un processo attraverso il quale due o piu’ parti si rivolgono a un terzo neutrale, il Mediatore , per ridurre gli effetti indesiderabili di un grave conflitto. La Mediazione mira a ristabilire il dialogo tra le parti per poter raggiungere un obiettivo concreto, soddisfacente per tutti e che si realizza una volta che le parti si sono creativamente riappropriate, nell’interesse proprio e di tutti i soggetti coinvolti, della propria attiva e responsabile capacità decisionale.
Essendo considerato un eccellente strumento di pace oggi la mediazione è particolarmente utilizzata nei casi di separazione e divorzio al fine di consentire ai coniugi di ristabilire e mantenere aperta la comunicazione per realizzare una riorganizzazione delle relazioni che li veda contemporaneamente partner separati e genitori uniti. La mediazione familiare pone l’accento sulla genitorialità condivisa trovando il suo referente nel modello di affidamento condiviso.
Il mediatore non cerca di annullare il conflitto, ne si azzarda a tentare una conciliazione, che significa “ riunire-legare insieme-rendere amici”. Meno che mai cercherà di accattivarsi il favore delle parti, come talvolta vuole l’etimologia della parola.
Il mediatore nel disordine emotivo recupera, trasformandola, la capacità comunicativa, assertiva e progettuale di ogni partner. La coppia nel rispetto della legislazione vigente ma libera dalle “ costrizioni” procedurali, che intervengono in caso di dispute e accordi coatti, affronta più serenamente questo particolare momento della propria vita.
La mediazione diventa in questo modo il carattere essenziale dei procedimenti discorsivi, che si svolgono per ragionati e ragionevoli passaggi intermedi e, quindi, ha un significato contrapposto a “ cio’ che faremmo per impulso”, “immediatamente”, senza alcuno spazio e alcun tempo per riflettere su quel che si sta per fare. La mediazione costituisce uno sforzo per muoversi invece “mediatamente” e “meditatamente”, nel tentativo di trasformare i desideri aggressivi e conflittuali in momenti di crescita costruttiva attraverso una presa di distanza paradossale, che consente in realtà di vedere le cose piu’ da vicino.
Con 10-12 incontri la coppia affronta il conflitto in atto, ristabilisce la comunicazione, elabora le emozioni sottostanti e pianifica responsabilmente la propria condizione di partner e genitore, differenziandola. I Partner cosi’, sostenuti dal mediatore, raggiungono accordi soddisfacenti e durevoli nel tempo che condivisi con gli avvocati vengono presentati al giudice e velocemente ufficializzati.
( bollettino ufficiale della Regione Lazio, L.Regionale nr. 27 del 24 dicembre 2008-modifiche alla deliberazione ligeslativa approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 10 dicembre 2008 concernente: “ Norme per la tutelaei minori e la diffusione della cultura della mediazione familiare”)
Intervento Prof. Liana Gerbi

Associazione Italiana Counseling Integrato
TIVOLI 28 MARZO 2009
CHI FORMA I FORMATORI
( Dott.ssa Liana Gerbi)
Avete mai sentito parlare di Schoolcounseling ?E’ la formazione specialistica di docenti e la predisposizione di sportelli di Schoolcounseling nelle scuole , per “facilitare il dialogo” mediante acquisizione di tecniche di relazione empatica (counseling) e agevolare negli allievi il superamento delle problematiche legate al mondo della scuola (difficoltà di inserimento nel gruppo classe, conflittualità con i compagni e con i docenti, disorientamento rispetto allo studio ed alle scelte future, riflessi e conseguenze di situazioni pregresse legate al contesto familiare ed affettivo che ricadono nel rendimento scolastico dell’alunnoLa Formazione intende rivolgersi prevalentemente a docenti delle scuole medie e superiori , con particolari attitudini alla comunicazione ed all’ascolto, che acquisiscano una nuova professionalità destinata ad espandersi anche in rapporto alle esigenze comunitarie, orientate ad una integrazione dei saperi e di nuove metodologie di intervento. Sono una Docente di una scuola di frontiera romana…Sono formata in Counseling scolastico….ma ho sempre lavorato PRIMA di TUTTO sul POTENZIALE UMANO”, sulla facilitazione della comunicazione.I mass media ,le nuove tecnologie SEMBRANO rendere la vita piu’ ricca e facile … ma il valore… il TESORO che e’ in ognuno di noi nella nostra UNICITA’ ed IIRRIPETIBILITA’ chi riesce a TRARLO fuori con sapiente arte MAIEUTICA?EDUCARE = EX DUCERE = PORTARE FUORI Che cosa ?LA parte MIGLIORE di NOI !!!Quanti Insegnanti oltre che dispensare SAPERE … COMUNICANO SAPERE e sollecitano il POTENZIALE che c’e’ ESISTE nell’allievo?Purtroppo sono per primi gli INSEGNANTI oltre ai GENITORI talvolta a MORTIFICARE lo sviluppo del potenziale … non riconoscendolo per primi DENTRO di LORO .Se si giunge a questi estremi e’ sicuramente dipeso dal sociale in cui viviamo :sociale famigliasociale scuola,sociale in cui gli interessi prevalenti spesso LOBOTOMIZZANO il cervello.ricordate il film MATRIX? Se puo’ interessante gia’ Thomas Gordon si interessava dell’efficacia dell’insegnamento:Gordon propone alcune metodologie utili in classe per creare un’efficace relazione fra insegnante e allievo e fra gli allievi stessi.Il clima è quello rogersiano: grande importanza rivestono l’accettazione, l’autenticità, l’empatia, la corretta comunicazione nel rapporto fra adulti e giovani al fine di promuovere l’autofiducia, l’autocontrollo, l’autodisciplina, la creatività, sviluppando così negli studenti il senso di autonomia e di responsabilità, nonché la capacità di contribuire nel definire le regole che governano la vita della classe.Gordon, considera che genitori ed insegnanti, pur mossi da buone intenzioni, tuttavia non sempre riescono ad aiutare i ragazzi nel risolvere le loro difficoltà, poiché si rapportano in modo sbagliato, ne bloccano la creatività, ne diminuiscono la fiducia in sé stessi, …
Gli insegnanti trascorrono molto del loro tempo ad imporre la disciplina. I metodi basati sul potere e sulla repressione, anche se riescono a causare momentaneamente un cambiamento nel comportamento dello studente, di solito provocano resistenza, ritorsioni, ribellioni.Il linguaggio tradizionale connesso al potere è costituito dall’uso di termini come :punire, minacciare, porre dei limiti, mantenere l’ordine, controllare, dirigere, ordinare, sgridare, esigere, disciplina, rigidità, …Il problema della disciplina può essere risolto con l’autoritarismo o il permissivismo, entrambi metodi inadeguati, che implicano forte stress ed un rapporto di forza che sfocia inevitabilmente nella dinamica vincitori e vinti; con l’aggravio, per questi ultimi, del senso di sconfitta e sentimenti di rancore e rivalsa.Il problema del ruolo evidenzia come l’insegnante tema di apparire per quello che egli è, con pregi e difetti, … e si mostri come persona che “sa tutto”, non sbaglia mai, non perde mai la calma.Gordon si propone di insegnare a impostare una relazione efficace con gli studenti, ed a gestire le dinamiche interne di una scolaresca attraverso:• procedimenti che portano l’insegnante a “trasformare sé stesso” nel modo di trattare con gli allievi;• insegnare ai docenti ad incoraggiare e stimolare maggiori responsabilità nei giovani a loro affidati. Tre sono le tecniche fondamentali che il metodo Gordon propone per modificare i comportamenti inadeguati:1. l’ascolto attivo;2. il messaggio in prima persona;3. la risoluzione dei conflitti con il metodo del problem solving.L’esperienza di Gordon, nei corsi “Insegnanti efficaci” e i corsi di SCHOOLCOUNSELING hanno portato ad evidenziare, per la maggioranza dei docenti, una sorprendente mancanza di comprensione del rapporto insegnante–studente e spesso dei rapporti umani in generale.L’autore afferma che pochi insegnanti entrano in classe con un modello che serva da riferimento per guidare il loro stesso comportamento.Ma…………………… CHI FORMA ………….. I FORMATORI e i GNITORI ?Chi decide di fare l’insegnante non puo’ solo saper dispensare SAPERE!